Sempre più le discipline sanitarie si stanno direzionando verso un approccio globale dell’organismo.

Questo approccio è stato ormai riconosciuto e adottato nell’ambito delle problematiche della bocca dove l’osteopatia rappresenta un irrinunciabile ausilio.

Difatti l’osteopatia ha tra i suoi principi l’unità di struttura e funzione e il sistema stomatognatico non fa eccezione a questo concetto.

 

L’idea fondamentale è che tutte le parti del corpo sono strettamente correlate. La bocca e la mandibola non sono parti separate dal resto del corpo ed i cambiamenti in queste zone influenzeranno il corpo stesso e viceversa.
Problemi che affliggono la bocca e denti hanno un effetto diretto sul resto del corpo. L’osteopata non ha la conoscenza del dentista ed il dentista non ha la conoscenza dell’osteopata, tuttavia insieme possono collaborare per risolvere ottimamente i problemi di malocclusione dei loro pazienti.

E’ sorprendente scoprire quanti sono i problemi dentali che hanno cause meccaniche. Tra i problemi comuni più trattati vi sono:

 

  • Problemi all’Articolazione Temporo-Mandibolare
  • Mal di denti
  • Problemi ortodontici
  • Bruxismo
  • Malocclusioni
  • Sintomi da estrazione traumatica.

 

Numerosi sono i disturbi che hanno origine in bocca. Molti di questi possono dipendere dall’occlusione dentale, cioè dal contatto dei denti superiori con quelli inferiori: quando essa non è fisiologica (malocclusione) si innesca imme-diatamente uno squilibrio muscolare nel collo e di riflesso sull’intera colonna vertebrale, per influenzare alla fine ogni struttura periferica.

 

MALOCCLUSIONE

 

La malocclusione ha origini diverse. Spesso la mancanza di elementi dentali o la presenza di pre-contatti  (a volte dopo lavori odontoiatrici non perfetti) possono nel tempo alterare la posizione della mandibola e determinare alterazioni meccaniche dell’ATM.

Per comprendere ciò bisogna vedere il corpo umano sotto un’altra ottica:

Noi deglutiamo 2000-2500 volte al giorno, vi è un grande gioco di forze che è esercitato nella bocca.

I muscoli della masticazione si contraggono e rilas-sano su tutto il cranio, mentre con l’appropriata deglutizione, la lingua spinge e si protende separando la mascella superiore da quell’inferiore. Ed è proprio l’equilibrio di queste forze che aiuta a fissare la struttura della bocca e la posizione dei denti.

Se la respirazione nasale (quella corretta) è compromessa, la mandibola (con essa la lingua) deve rimanere aperta, con il risultato di modelli di deglutizione scorretti.

Nei bambini questo interferisce con la crescita del palato, causando un palato stretto che a sua volta compromette la respirazione e la deglutizione, a causa di uno spazio non sufficiente per la lingua. Coloro i quali respirano con la bocca, normalmente affondano la loro faccia nel guanciale per calmare ed umidificare il loro respiro. Questo comporta delle pressioni anormali al volto e alla mandibola causando problemi al collo ed un’irregolare crescita del volto e della mandibola stessa. Si crea così un circolo vizioso.

 

ARTICOLAZIONE TEMPORO-MANDIBOLARE

 

L’ATM (l’articolazione temporo-mandibolare) rappre-senta sicuramente un punto nevralgico di tutto il sistema stomatognatico.

La sua funzione fondamentale è la masticazione, attraverso il movimento meccanico di apertura e chiusura della bocca.

E’ sicuramente un'articolazione molto delicata, il suo allineamento deve essere il più perfetto possibile per permettere una normale funzionalità. Se questo allineamento si altera, i muscoli compensano con movimenti anomali che finiscono con il danneggiare l'articolazione.

Il sintomo principale è il dolore che può essere locale, a livello dell’atm, o irradiato, in zone della testa, del viso, per arrivare fino al distretto cervicale e agli arti superiori. Nei casi più gravi può accadere il blocco della mandibola in apertura (esempio durante uno sbadiglio), ma spesso la disfunzione è verificabile con la semplice limi-tazione dell’apertura della bocca. Rumori articolari (click) e dolore localizzato a livello della musco-latura facciale sono sintomi di un problema meccanico dell'ATM. I segni ed i sintomi di questo tipo di disturbi possono persistere per molto tempo ed essere invalidanti per la persona affetta.

La relazione esistente tra la postura e l'occlusione dentale può portare a sintomi, apparentemente non identificabili con patologie specifiche, che tendono a cronicizzare nel tempo, come per esempio: cefalee muscolo-tensive, lombo-sciatalgie, contratture mu-scolari, vertigini etc.

 

TRATTAMENTO OSTEOPATICO

Il ruolo dell’osteopata è capire se la causa di un sintomo (dolore) è da ricercare nel complesso stomatognatico (masticazione o malocclusione) o se ha origine extra-buccale.

 

Fondamentale risulta la collaborazione tra osteopata e dentista. L’Osteopatia permette il riequilibrio delle tensioni all’interno del cranio prima di ogni intervento ortodontico, in modo da aiutare il corpo ad accettare meglio i cambiamenti a ogni livello.

 

Inoltre ci consente di valutare l’impatto, sull’intero organismo, delle problematiche orali e viceversa ossia, l’impatto che i problemi extra stoma-tognatici possono avere sulla bocca.

Il rapporto tra mandibola e mascellare può essere influenzato dal tipo di cranio del paziente e da disfunzioni della cinematica cranica, la bocca e la mandibola non sono parti separate dal resto del corpo ed i cambiamenti in queste zone influenzeranno il corpo stesso e viceversa.

Disfunzioni a carico dell’A.T.M, a livello cervicale   possono influenzare e non di poco l’occlusione, viceversa una malocclusione può influenzare tutto il restante organismo.

L’Osteopatia libera il movimento fisiologico del cranio, gli schemi disfunzionali strutturali prima che l’odontoiatra inizi il suo lavoro rendendolo più facile e meno doloroso, verificando inoltre che gli apparecchi e gli aggiustamenti siano compatibili con un movimento fisiologico libero del MRP e con lo schema posturale del paziente.

La correzione della malocclusione avverrà in maniera combinata, da un lato l’osteopata correggerà la disfunzione cranica, o strutturale, dall’altra l’odontoiatra sceglierà i mezzi meno traumatici nell’ottica di ricercare un equilibrio tra struttura e funzione.

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OSTEOPATIA E ODONTOIATRIA

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